Rincaro bollette: la crisi energetica è destinata a durare?

I rincari di luce e gas sono entrati con prepotenza nella nostra quotidianità.
Aziende che erano già state messe in difficoltà dalla crisi pandemica, oggi lo sono ancora di più per colpa di quella energetica. Molti imprenditori “stringono la cinghia”, nella speranza di superare questo periodo buio, tuttavia, nei casi più insostenibili, sono stati costretti a cessare le proprie attività.

Ma quanto durerà ancora il rincaro bollette? E quali potrebbero essere le soluzione per resistere fino al suo superamento?

Gas e luce: le principali problematiche

Secondo le stime calcolate da ARERA (l’autorità di regolazione per energia, reti e ambiente), questi primi mesi del 2022 hanno registrato un aumento di oltre il 50% della bolletta elettrica e di oltre il 40% in più della bolletta gas. E, sempre secondo l’autorità, questi aumenti sarebbero destinati a crescere, raggiungendo una variazione di quasi il +70% rispetto all’anno precedente per l’elettricità e di quasi il +65% per il gas.

Una crisi energetica per le fabbriche senza precedenti con gli attuali prezzi “insostenibili” sulle materie prime e l’energia che potrebbero portare il sistema industriale a chiedere 400 milioni di ore di cassa integrazione.

Come si è generata questa escalation.

A marzo 2021 i prezzi dell’energia e del gas hanno iniziato la loro ascesa. Gli analisti motivavano questo trend con la ripresa economica e si attendeva il raggiungimento di un prezzo dell’energia pari a quello del 2018 – 2019. Ma il limite è stata superato, perchè?

Sono subentrate logiche speculative legate alla mancata entrata in esercizio del north stream 2 il metanodotto che collega direttamente la Russia con l’Europa via Germania. Il blocco è stato addebitato a motivazioni burocratiche ma forse dietro vi sono ragioni politiche che vanno ben al di là della mera convenienza economica. Infatti con l’entrata in esercizio di questo metanodotto la Russia avrebbe da una parte aumentato le sue forniture all’Europa (cosa non desiderata dagli Stati Uniti ad esempio) e dall’altro avrebbe scontato le royalties oggi versate all’Ucraina per ogni mc che transita nel metanodotto che attraversa il Paese (andando ad indebolire quindi l’economia di un paese che ha mire occidentali) e giunge al confine orientale dell’Europa.

Quindi sino alla fine dell’anno 2021 la paura che vi fosse un blocco delle forniture da parte della Russia per forzare l’entrata in esercizio del north stream 2 è stato il terreno fertile per i produttori e grossisti per incrementare la loro speculazione.

A Gennaio 2022 si sperava che con l’inverno ormai quasi finito e gli stoccaggi pieni avvenisse una contrazione del mercato, cosa che stava avvenendo sino a una settimana prima dell’inizio delle ostilità tra Russia e Ucraina.

Il conflitto è chiaramente identificato oggi come la ragione del persistere del caro energetico ma non è la sola. 

Infatti il problema del caro prezzi si ritrova anche nella formula con cui si determina il prezzo dell’energia che non si basa sul costo medio marginale di tutte le fonti da cui l’Italia o l’Europa soddisfa i fabbisogni ma dal prezzo medio massimo della componente con cui questi si soddisfano ossia il GAS.

A questo si aggiunge, ma non a colpa, l’aumento dei costi dei permessi di emissioni di CO2 da cui si ottengono le economie necessarie per far sviluppare la transizione ecologica indispensabile per combattere una crisi altrettanto problematica: quella climatica.
Per rallentare il cambiamento climatico, è infatti in programma la chiusura di molti impianti di produzione termica e nucleare che purtroppo, non potranno essere sostituiti rapidamente dalle fonti rinnovabili. Così, questo processo di decarbonizzazione graduale, accompagnato dalla fine degli incentivi statali per la produzione di energia elettrica da fonti fossili, ha avuto la sua forte ricaduta sul prezzo dell’energia. 

Ma quanto durerà questo rincaro?

 

Per quanto spiacevole, la verità è che non è facile trovare una risposta a questa domanda. 

Stime recenti stabiliscono che il rincaro bollette durerà almeno fino a metà del 2023. Ma in realtà, la crisi potrebbe protrarsi anche oltre questa finestra. 

Come difendersi allora?

 

Ciò che sta avvenendo è un acceleratore al cambiamento.

La necessità di ridurre i consumi e sviluppare autoconsumo quindi indipendenza energetica sono diventate priorità inderogabili sia per le aziende sia per le pubbliche amministrazioni che si affidano sempre più a società di Energy Management che propongono ai loro clienti servizi di ottimizzazione di consumi e di costi come Utilitypower.

L’inserimento negli asset aziendali di questo tipo di società consente e consentirà poi di essere pronti a poter sfruttare a pieno i fondi messi a disposizione dal PNRR. 

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